la tentazione di abitare

2010 janvier 29
Par Marta Orlando

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“…supporre ancora l’atemporale e sapere tuttavia che noi siamo tempo, che produciamo tempo, concepire l’idea di eternità e prediligere il nostro nulla, derisione da cui emergono sia le nostre ribellioni, sia i dubbi che nutriamo nei loro confronti…”

E.M. Cioran

Archizoom nel 1970 propone No-Stop City . Si tratta di un edificio abnormemente ingrandito, tanto da diventare, di fatto invisibile nei suoi confini. All’interno é uno spazio vuoto cablato, climatizzato e protetto dagli agenti atmosferici che può essere utilizzato per praticarvi qualsiasi attività; una distesa antropizzata dove tutto si muove, ma dove è possibile ritagliarsi un àmbito, una sosta al proprio errare nomadico. Precedenti di No-Stop city sono il supermercato e l’officina con i loro spazi indistinti dove gli addetti o le merci circolano liberamente, cambiando nel tempo le loro reciproche posizioni e configurazioni. Ma sono proprio le dimensioni dilatate di No-Stop City che permettono tre nuove possibilità.

Primo. Annullano la differenza tra architettura e urbanistica mostrando che, in una società fatta di flussi e di relazioni, non vi è che un problema: la gestione dello spazio unico della comunicazione.

Secondo. Oppongono alla logica dell’existenz minimum, fatta di muri e di barriere che delimitano ambienti angusti e tayloristicamente organizzati, quella della libertà del corpo e degli oggetti nello spazio illimitato.

Terzo. Denunciano, attraverso l’attenzione per ciò che è immateriale, effimero, mutevole, la fine dell’ architettura tradizionale intesa come composizione di oggetti, di forme, di stili.

Liquidata con poche e sprezzanti parole da Manfredo Tafuri ( »mostruoso connubio tra anarchismo populista e istanze liberatorie attinte dal Maggio francese ») No-Stop city ha influenzato la più avanzata ricerca architettonica contemporanea: dall’ infinitamente flessibile – almeno, nelle intenzioni- Centro Pompidou di Piano, Rogers e Franchini, sino alle ricerche di Koolhaas sul Bigness, sulla Generic City, sulla trasparenza.

Questo è il punto di partenza per i super-luoghi del terzo millennio.

Le mappe di google earth e street view definiscono virtualmente aereofotogrammetrie che se da un lato offrono il massimo della definizione,dall’altro sanciscono la fine della percezione dello spazio a misura d’uomo.

Text and picture by Marta Orlando.

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