la tentazione di abitare

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La città moderna, nel suo evolversi metropolitano, irradia dal suo centro, travolgendo ogni antica persistenza. I suoi insediamenti diventano “casi” del suo sistema irradiante, lungo gli assi centro-periferia.

Ma si assiste ad un fenomeno che, ad un certo punto appare irreversibile: questa espansione si fa sempre più occasionale, sempre meno programmata e governabile. Quanto più la “rete nervosa” metropolitana si dilata, quanto più divora il territorio circostante, tanto più il suo spirito sembra smarrirsi; più essa diventa potente, meno sembra in grado di ordinare-razionalizzare la vita che vi si svolge.

Massimo Cacciari.

Questa ricerca è incentrata sugli sviluppi eterogenei del territorio, sulle potenzalità degli angoli apparentemente invisibili, in contrapposizione alle eccellenze architettoniche. L’effetto global ha messo in luce la perdita del valore simbolico delle città, si assiste ad uno sviluppo insensato e senza meta delle maglie metropolitane, e non vi è più all’interno dei luoghi una dimensione organica.

La possibilità di fissare dei confini topografici è oggi impensabile, non distinguendo più il centro dalla periferia, la città è ovunque, e quindi, non vi è più città.

Text and picture by Marta Orlando.